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EN PAOU DE ESTORIO
Fonti di storia ecclesiastica nel Piemonte Meridionale

Inizia da questo numero la publicazione per riassunto della interessante storia
della Visita pastorale di monsignor Francesco Agostino Della Chiesa
che negli anni 1643-1645, compì nelle parrocchie diocesane.
Il lavoro paziente di traduzione in italiano è stato compiuto da Giovanni Gisolo, Agnesina Marchiò, Arturo Rosso, per l'edizioni di Primalpe.


 

"VISITA PASTORALE NELLA DIOCESI DI SALUZZO 1643-1645"

La parte superstite della chiesa di San Magno con i suoi affreschi rende l'idea della ricchezza di pitture con cui erano adornati i presbiteri di tutte e tre le predette chiese. Le due chiese parrocchiali posseggono tutte e due i fonti battesimali databili alla seconda metà del quattrocento ed ora ridotti ad uso di pile per l'acquasanta, essendo stati sostituiti nella ricostruzione dei due edifici sacri. Delle cappelle nominate nella visita, resta solo quella di San Sebastiano a Chiappi. Quando nel 1805 queste parrocchie passarono alla diocesi di Mondovì, per decreto napoleonico, erano nel massimo della loro popolazione e vitalità. E così entrarono nel 1817 nella diocesi di Cuneo. Visita della chiesa di Sant'Ambrogio di Castelmagno. Il giorno 15 agosto (1643) di buon mattino si recò alla chiesa di Sant'Ambrogio dove fatta l'assoluzione dei defunti procedette alla visita del tabernacolo che all'interno è spoglio, non ha conopeo, si chiude a chiave ma la chiave non è dorata ed è senza fiocco; la base del tabernacolo è mal fissata al ripiano dell'altare. Ci sono due candelabri di legno, due angeli, cartegloria in buono stato. L'altare è in laterizio addossato al muro; la tavola è in pietra e su di essa è posata la pietra consacrata avvolta nella tela ma non inserita nella mensa. Ci sono due cuscini di cuoio dorato. Il contraltare è pure di cuoio, la predella ha un solo gradino di legno. Nel tabernacolo non viene conservato il Santissimo Sacramento salvo il giovedì Santo per mancanza d'olio e di lumi a causa della povertà del luogo; quando bisogna portarlo agli infermi si deve aspettare il mattino in cui si può celebrare la messa; viene portato in una scatola in una piccola pisside d'argento in una borsa di seta appesa al collo senza baldacchino ne ombrello.

(FRANCESCO AGOSTINO DELLA CHIESA, Tomo I , pp. 420-451 a cura di Giovanni Gisolo, Agnesina Marchiņ, Arturo Rosso, Primalpe)

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