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Una casa per Narbona












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L'8 dicembre un numeroso pubblico si è ritrovato a Campomolino per l'incontro dal titolo "Una casa per Narbona" nell'ambito della FESTA iniziata il giorno prima, sabato 7, a Monterosso, e proseguita lungo tutta la domenica, dedicata all'Ecomuseo Terra del Castelmagno.
Con questo incontro "Una casa per Narbona" è divenuta realtà. A partire da questa data, infatti, la mitica frazione di Castelmagno ha la sua casa, non solo nel pensiero e nel cuore di tutti coloro che due anni fa hanno dato il via al progetto, ma concretamente, in un'antica abitazione nella parte alta di Campomolino. L'edificio, restaurato dalla Comunità Montana Valli Grana e Maira, è composto da sei locali che (a parte il primo che ha funzione di spazio di accoglienza, sala mostre e conferenze, ed è più "moderno") hanno conservato le caratteristiche originali, molto simili a quelle che si osservano a Narbona, Grazie all'accordo tra Centro Occitano di Cultura "Detto Dalmastro" e l'Associazione Culturale "La Cevitou", nell'ambito del progetto "Il paese senza tempo: viaggio nelle terre del Castelmagno" questa casa è diventata il Museo di Narbona. Domenica 8 dopo il saluto del sindaco di Castelmagno Maurizio Giaminardi, Angelo Artuffo e Flavio Menardi Noguera hanno illustrato il Museo in fase di allestimento. Per il momento sono stati collocati una serie di pannelli luminosi che illustrano le diverse ambientazioni (stanza da letto, scuola elementare, cucina, stalla e cantina). In primavera quando saranno recuperati con una spedizione in elicottero i mobili originali ancora presenti a Narbona (con il consenso dei proprietari), il Museo sarà completato e si arriverà alla vera inaugurazione. Nel frattempo ospita la mostra fotografica "Le stagioni di Castelmagno" di Daniele De Bortoli, Flavio Menardi Noguera e Sergio Brumana con numerosi scatti degli anni Settanta. Grande partecipazione e soddisfazione da parte di tutti gli intervenuti per questo importante passo avanti nelle realizzazione di un Museo multimediale e interattivo che restituirà la memoria di Narbona come frazione esemplare della civiltà della montagna. Un fuoriprogramma importante ed anche emozionante è stato, l'intervento di tre rappresentanti della Comunità Maya Ixiles dal Guatemala. Miguel de León Ceto, Pablo Ceto e Miguel Ceto de León sono leader indigeni e vengono dalla zona di Nebaj nel Quiché guatemalteco. Valli e montagne come quelle della Valle Grana. Domenica erano ad ascoltare, e a raccontare del Museo che costruiranno nella loro terra. Si è stabilito immediatamente un legame tra genti lontane ma forse non troppo diverse. Un augurio per entrambi di continuare nel sogno di costruire un luogo dove le nuove generazioni possano imparare dalla vita degli anziani.
Flavio Menardi Noguera


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