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"Cancellare i piccoli comuni è pura follia. Chi pensa di governare questo paese tagliando queste realtà, vuol dire che ignora come è fatta l'Italia. In un momento di crisi è profondamente sbagliato pensare di fare cassa sradicando le nostre radici, indebolendo la coesione con i territori, strappando le comunità. Uno conto è ridurre gli sprechi e voler ottimizzare le risorse con servizi comuni, altra cosa annullare senza nessuna visione del futuro i piccoli comuni che costituiscono un patrimonio dell'Italia e custodiscono territori, saperi e tradizioni unici", lo afferma Ermete Realacci (PD) primo firmatario della legge a favore dei comuni sotto i 5000 abitanti, partecipando alla manifestazione indetta dall'Anci a Milano. La Camera, lo scorso 5 aprile ha approvato all'unanimità la legge a favore dei piccoli comuni che indica con precisione una direzione: considerare queste realtà non come un'eredità del passato, ma come una straordinaria occasione per scommettere, sulle nostre qualità, sul legame con i nostri territori, sulla nostra identità. E la volontà del Parlamento non può essere smentita da una decisione miope, sbagliata del Governo. Nei piccoli comuni vive quasi il 20% della popolazione italiana, in queste realtà vengono prodotti il 93% delle DOP e degli IGP accanto al 79% dei vini più pregiati. E non solo, spesso sono laboratori di innovazione, basti pensare che del 68% dei comuni italiani che utilizza energia prodotta con fonti rinnovabili, quasi la metà di questi sono piccoli comuni. Ci auguriamo che il Governo faccia marcia indietro ed elimini dalla manovra questa assurda posizione. Anche l'ANCI Piemonte, Uncem Piemonte, Anpcie Legautonomie Piemonte dicono NO all'eliminazione dei piccoli Comuni e all'abolizione di Giunte e Consigli comunali. Le associazioni degli enti locali si schierano compatte contro la decisione del Governo di eliminare i Comuni con meno di mille abitanti, prevista della manovra finanziaria approvata dal Consiglio dei Ministri il 13 agosto 2011. Il provvedimento colpirebbe su duemila Comuni in Italia ben 598 Comuni piemontesi. La manovra azzera la democrazia, proprio come è stato fatto con la legge elettorale che non prevede le preferenze. Le periferie ancora una volta vengono diseredate. Dopo i servizi, le scuole, gli ospedali, i trasporti e gli uffici postali, adesso si attacca la democrazia e i legami della gente con il territorio, con le Terre Alte e con il Comune. "Non vogliamo perdere l'autonomia amministrativa e la rappresentanza democratica" dice Gianluca Togliatti, sindaco di Pessinetto, 621 abitanti, in provincia di Torino. «Oggi - afferma Maria Rosa Colombatto, sindaco di Varisella, 822 abitanti, in provincia di Torino - lo Stato mi sembra un padre che non ha abbastanza soldi per sfamare i figli e fa ricadere su di loro tutte le colpe. Eliminando i Comuni viene meno la democrazia.
Lo Stato si sta distruggendo da solo. I giovani si allontaneranno ancora di più dai nostri territori e non possiamo permetterlo. Anche il Consiglio Comunale di Castelmagno, nella seduta del 26 ottobre 2011 ha approvato un ordine del giorno contro la prospettiva di chiudere. Stiamo attenti e vigileremo, certo è che i tempi son veramente duri e non lasciano presagire nulla di buono.

                                                                                         Beppe Garnerone


In questo numero


Natale a Castelmagno
La montagna dove non nevica
Corso di fondo a Chiappi
1861: dall'archivio storico comunale
La festa di S. Anna
Una casa per Narbona
La micia
Un'azienda alla volta: l'Hotella Font
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