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Chastelmanh
(Castelmagno) con le sue quindici frazioni:
Chandamoulin, Niroun, Quiot, Quiap, Tech, Arbouno, Inaout, Coulet,
La Crous, Albrè, Chandarfei, Valiero, Batouira, Caouri, Rulavà,
il suo Santuario dedicato a S. Manh (S. Magno) martire e
il celebre formaggio, appartiene alla regione occitana, regione
compresa geograficamente tra le Alpi, i Pirenei, il Mediterraneo
e lAtlantico francese.
LOccitania è una delle così dette "Nazioni
Proibite" dEuropa. Non ha mai costituito, nella sua intierezza,
uno stato unitario, ed è pertanto identificabile solamente
con criteri socio-linguistici.
Comprende
una popolazione di circa 12 milioni, divisa in sette regioni dello
stato francese(Delfinat, Prouvenso, Auvernho, Guiano, Lemousin,
Gasconho e Lengadoc), la Val dAran, nei Pirenei, amministrata
dai catalani, e circa 200.000 abitanti nelle Alpi Occidentali del
Piemonte.
LOccitania
italiana comprende (da sud a nord) le valli Ellero, Pesio, Alta
Corsaglia, Vermenagna, Gesso, Stura di Demonte, Grana (in cui si
trova il Comune di Castelmagno), Maira, Varaita, e Alta Valle
Po, in provincia di Cuneo; in provincia di Torino, le valli Pellice,
Germanasca, Chisone e Alta Valle Susa.
Non vanno dimenticati il Comune di Olivetta S. Michele in Liguria
e Guardia Piemontese in Calabria.
Quando Dante Alighieri tentò la prima classificazione delle
parlate romanze (neo-latine), teorizzò tre idiomi: la lingua
doc, la lingua doil (francese), la lingua del sì
(italiano).La lingua doc venne così definita perché
derivava la propria particella affermativa dal latino hoc est
(questo è).
I castelmagnesi parlano, nelle varie sfumature dialettali la lingua
doc. che si differenzia anche notevolmente da frazione a frazione
(caratteristica quella de lArbouno, forma dialettale di occitano
antico), senza peraltro compromettere la comprensione tra le popolazioni.
La lingua doc si è formata dalle parlate locali Iberiche
e Celto-Liguri, latinalizzate dalla conquista romana (il confine
tra la Gallia e lItalia era posto lungo la linea che divide
la pianura dai primi contrafforti delle Alpi. In alcuni paesi di
fondovalle: Piasco e Pedona (B.S.Dalmazzo), i romani avevano stabilito
posti di dogana in cui si pagava una tassa sul valore delle merci
che entravano in Italia), e successivamente influenzate dalla presenza
Visigota al sud-ovest e Burgonda altrove.
La civiltà occitana si sviluppò quindi nel medioevo,
dando vita ad una raffinata cultura che condizionò tutta
lEuropa, in particolare nella letteratura e nella musica.
E a tutti noto il contributo che la nascente cultura italiana
del XIII secolo, con Dante Alighieri e la "Scuola del Dolce
Stil Novo" deve ai Trovatori occitani, alla loro lirica e alla
loro poetica.
LOCCITANIA
ITALIANA
Si
compone di 15 valli alpine a cui va aggiunto il comune di Olivetta
S. Michele in provincia di Imperia e Guardia Piemontese in Calabria.
Lapogeo la cultura occitana lo raggiunse nel periodo Angioino,
ma tutta questa ricchezza di pensiero e di arte allora egemone nel
mondo occidentale, andrà a poco a poco indebolendosi già
dopo la crociata contro gli Albigesi (XIII secolo). Nel 1539,con
leditto di Villar-Cotteret, almeno a livello ufficiale, lOccitano
venne relegato al ruolo di dialetto locale, perdendo quella sua
caratteristica di lingua e di cultura universalmente riconosciuta.
Dopo un breve risveglio nel XVI secolo, ci fu un notevole impulso
nella valorizzazione degli aspetti culturali e linguistici sul finire
del secolo scorso, ove emersero figure di notevole pregio, come
Frederic Mistral, che ricevette nel 1904 il Nobel
per la letteratura con il poema occitano/Provenzale, "Mireio".
E la prima volta che unopera composta in una lingua
nazionale non riconosciuta ufficialmente ottiene un riconoscimento
così prestigioso. Ne è merito anche alla nascente
corrente del "Filibrige", sviluppatasi negli anni precedenti
nella Francia del sud, con caratterizzazioni borghesi ed intellettuali,
ma che contribuì, in ogni caso alla razionalizzazione e alla
teorizzazione degli studi linguistici. I felibristi disconoscevano
(disconoscono) lOccitania. A questi si rifà nel versante
italiano "Coumboscuro".
Da quel momento in poi, pur con la perdita di intere generazioni
di giovani nel periodo delle due guerre mondiali (Castelmagno ha
avuto 65 caduti nelle due guerre), lo spopolamento rurale-montano
conseguente allindustrializzazione degli anni sessanta (popolazione
di Castelmagno: 1315 nel 1922; 122 nel 2002), è un
crescere continuo della consapevolezza nelle genti occitane di appartenere
ad una nazione, almeno dal punto di vista linguistico e culturale.
Nascono così nelle nostre valli movimenti politico-culturali
e Associazioni che, richiamandosi apertamente allesperienza
di oltralpe, mirano a ricreare e a diffondere una coscienza che
superi la mera conservazione delle tradizioni, ma sia portatrice
di sviluppo e progresso per il nostro popolo e si integri pariteticamente
con le altre culture. Per questo nel 2002 è nato il laboratorio
Politico Occitano "Paratge". Molto importante
anche il risveglio musicale delle valli occitane dItalia,
che sospinto dal maestro Sergio Berardo (cittadino di Castelmagno)
ha aggregato e interessato intorno a questo fenomeno molti giovani,
non solo di cultura occitana ma più in generale di culture
europee. Grazie a Sergio Berardo si sta diffondendo sempre più
luso di antichi strumenti, ad esempio la "vioulo"
(ghironda), strumento usato dai "troubaires" (trovatori).
Fioriscono tra laltro, come risultato di molti studi, nuove
proposte: la ricerca di una grafia comune nel rispetto delle varianti
locali, una nuova letteratura, teatro, ricerca sul campo, musica
e danze.
Castelmagno
con delibera del consiglio n° 15 del 1/4/2000 ha sancito la
sua appartenenza alla minoranza linguistica storica occitana. Questo
è stato possibile grazie alla legge n°482 del 15/12/1999
che attua larticolo 6 della Costituzione italiana
A Castelmagno
Sono aperti 2 musei: "Dla Vita disì"
in frazione Colletto e "Dal Travai disì"
a Chiappi.
Opera il Centro di Cultura "Detto Dalmastro" a Campomolino.
Si pubblica il periodico bimestrale "La Vous de Chastelmanh"
1500 copie inviate in tutto il mondo.
Sito: www.lavousdechastelmanh.it
Email:lavous_de_chastelmanh@hotmail.com
Informazioni:
Poste Castelmagno, Tel. 0171-986136;
Municipio 0171-986110; fax 0171-986348
Laboratorio Politico "Paratge" www.paratge.it
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