|
LA
BAIO DE SAN MANH
|
Storia
e tradizione
|
|
da
"La Vous de Chastelmanh"
Anno 33 n° 1/2,
Gestire al meglio e valorizzare l'immagine della " BAIO"
|
La "Baio"
di Castelmagno, la cui presenza una volta era limitata alla
festa patronale del 19 agosto, ha dall'estate dell'anno scorso
i nuovi splendidi costumi, che sono stati pubblicizzati e fatti
conoscere dalle corrispondenze dei giornali. Infatti la nostra
"Baio" è stata invitata a partecipare a molte
manifestazioni in programma nei paesi e città della provincia.
Va apprezzato lo spirito di sacrificio che i componenti della
"Baio" hanno dimostrato nel reclamizzare Castelmagno
e la sua tradizione secolare dovunque hanno sfilato. A questo
punto pensiamo sia opportuna una riflessione. Una legge ferrea
di mercato, impone che in presenza di una accresciuta domanda,
l'immagine resta meno preziosa, con il risultato di sminuire
l'importanza culturale e storica che ha la nostra "Baio".
Infatti non ci risulta che altre Baie abbiano ricevuto tanti
inviti e siano state altrettanto presenti in manifestazioni
folcloristiche e non. Quindi, la prima domanda è: non
sarà opportuno selezionare gli inviti di partecipazione,
scegliendo quelli che danno un vero contributo all'immagine
della nostra "Baio"? Seconda domanda: non
sarebbe opportuno ricevendo l'invito, prima accertarsi quale
tipo di manifestazione a cui siamo chiamati a presenziare? Terza
domanda: dopo aver preso i contatti non è opportuno prevedere
un cachet che tenga conto non solo delle spese di trasferimento,
ma anche del tempo prestato dai membri della "Baio"?
Una conferma a queste nostre perplessità viene dalla
partecipazione della "Baio" alla trasmissione di mercoledì
30 gennaio di Telecupole "Serata fantastica", incentrata,
ma lo abbiamo saputo solo seguendo il programma, su vari interventi
musicali, storiografici ( vedi il caso delle "Nete"),
molta pubblicità commerciale), mentre la presenza della
"Baio" di Castelmagno era inglobata nelle maschere
della Valle Grana e in particolare di Caraglio. Infatti il conduttore
nel chiamare davanti alla telecamera la "Baio" ha
più volte ripetuto la parola maschere che non corrisponde
assolutamente all'immagine culturale e storica della nostra
"Baio". Non solo, ma la presenza della "Baio"
mischiata ai dirigenti della Comunità Montana Valle Grana,
ai rappresentanti di Monterosso Grana e del carnevale di Caraglio
ne è uscita sminuita e poco comprensibile al grande pubblico.
Si è cioè persa purtroppo l'occasione per spiegare
l'origine e l'impegno della nostra "Baio". E' stato
detto che i costumi sono stati finanziati con i contributi delle
fondazioni bancarie di Cuneo e Torino, della Camera di Commercio
e della Provincia, ma è stato del tutto dimenticato il
Centro Occitano di Cultura "Detto Dalmastro" a cui
va, fino a prova contraria, il merito di aver promosso e gestito
l'intera operazione. La stessa dimenticanza l'abbiamo notata
in una pagina del bollettino "Eco del Santuario di Castelmagno"
in cui si ripresenta la storia secolare della nostra "Baio".
Ritornando al discorso iniziale, ci chiediamo se una migliore
preparazione dell'apparizione televisiva non avrebbe consentito
di valorizzare al meglio, come merita, la nostra storica "Baio"
e i suoi componenti. Comunque, niente è perduto e dagli
errori passati si deve trarre un insegnamento per evitarne altri
in futuro. L'immagine della nostra "Baio" va promozionata
al più alto livello, incaricando qualcuno di tenere i
contatti organizzativi riguardo gli inviti, scelti con oculatezza,
discutendo il ruolo della nostra "Baio" nelle manifestazioni
a cui saremo invitati, non dimenticando anche di contrattare
il compenso che la presenza della "Baio" merita. |
|
|