Periodico di Notizie Comunali e Culturali del Centro Occitano di Cultura "Detto Dalmastro" Edizione online

Gianni De Matteis 













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UN PENSIERO E UN RICORDO PER L’AMICO GIANNI

Ci sono due date che delimitano, solo in senso cronologico, l’inizio e la fine della mia frequentazione con Gianni. Sono date abbastanza lontane fra loro, che racchiudono un percorso di conoscenza, di stima e di amicizia reciproca cresciuta con il trascorrere degli anni:dalla mia giovinezza alla maturità e dalla sua maturità all’età senile.
Due generazioni molto diverse ma contigue e vissute sempre al presente.
2 giugno 1976. Salgo a Castelmagno perché è il giorno dell’inaugurazione del nuovo municipio, ma soprattutto per conoscere di persona Gianni De Matteis, il sindaco, e Flavio, uno dei quattro giovani obiettori di coscienza, che svolgerà con me il servizio civile. Non sono ancora sceso dall’auto che mi trovo davanti un uomo tutto raggiante, con la fascia tricolore alla vita, sorridente e gentilissimo:” benvenuto a Castelmagno. Oggi inauguriamo il nuovo municipio, è la casa di tutti i castelmagnesi. Lei, certamente ha dei parenti quassù perché non ho mai avuto la fortuna di conoscerla prima, oppure è soltanto un turista? Grazie di essere arrivato qua per partecipare alla nostra festa. Verso le undici ci sarà la cerimonia con tutte le autorità, i castelmagnesi e gli amici di Castelmagno. Nel frattempo, se desidera, c’è un piccolo rinfresco. Mi chiamo Gianni De Matteis, sono il sindaco”. “ Piacere. Sono Daniele un obiettore che vuole fare il servizio civile qui a Castelmagno”. “ Diamoci del tu. Seguimi che ti presento alle autorità e ai tuoi futuri concittadini, oggi aspetto anche Flavio. Sai, viene da Finale Ligure, è quasi laureato. Pensa, sarà il primo laureato di Castelmagno”. “ Anch’io lo sto aspettando: ci siamo dati appuntamento…. Signor sindaco la lascio ai suoi impegni”. “ Silvio! Silvio! Vieni a salutare Daniele, l’obiettore di Scalenghe(TO)….. aspetta, ti presento Jiacou Ciot il vice sindaco, Nuto Revelli, Carlo Albertazzi il sindaco di Quittengo (BI), ci siamo gemellati l’anno scorso, il senatore Alberto Cipellini, il prefetto di Cuneo, la signora Anna Bocca Dalmastro, Celest Quatorze, Beppino il messo comunale, Ernesto di Narbona, Rina e Claudio”.
Arriva anche Flavio con Fausta, la sua compagna che svolgerà pure lei il servizio civile: la prima donna in assoluto a svolgere tale compito in forma totalmente volontaria. Gianni non sta nella pelle e annuncia a tutta la cittadinanza la nostra presenza:” oggi abbiamo anche gli obiettori che presto inizieranno il servizio civile: sono Daniele e Flavio con Fausta la sua sposa. Accoglieteli bene”. La cerimonia. Il pranzo comunitario in piazza. La musica occitana e i balli. La visita al nuovo municipio. Gianni in persona ci conduce dal locale caldaia su fino alla mansarda. Finalmente possiamo parlare con tranquillità. “ Sono contento che abbiate scelto Castelmagno per il vostro servizio civile. Castelmagno deve diventare un paese normale come tutti gli altri. Qui manca tutto, dalla corrente elettrica alle comunicazioni tra le molte frazioni. La gente si sente abbandonata e conduce una vita piena di difficoltà: tutti vogliono emigrare. Io dico loro di resistere perché abbiamo molti progetti in cantiere. A voi obiettori chiedo di portare un pò di ottimismo e molta umanità: vivete con loro, non devono sentirsi soli. Fa molto piacere vedere dei giovani che si danno da fare. Se avete scelto Castelmagno siete dei grandi. Domani mi metterò in contatto con il ministero per le vostre pratiche”. Domenica 25 giugno 1976: inizia il nostro servizio civile.
2 dicembre 2006. Non c’è neve e l’inverno sembra non iniziare mai. Mi trovo nel piccolo ufficio in cima al municipio con Gianni e Silvio a stampare “La Vous” che deve essere pronta per Natale. Gianni fischietta e cura la corrispondenza: il ticchettio insistente della sua vecchia Olivetti risuona nella stanzetta mentre noi pinziamo, pagina per pagina e per 1.500 copie, l’ultimo numero del giornale. Silvio è invitato a pranzo dai suoi parenti. Con Gianni decidiamo di andare a pranzare da Livio alla “Regina delle Alpi” e di fare un salto alla sua grangia a raccogliere gli ultimi cavoli dell’orto che Giovanni, suo caro amico accudisce con tanta cura. Dalle ampie finestre del ristorante si gode un panorama che mi fa quasi soffrire con intensità e con tanta dolcezza: la Reina, il Parvo e il cielo terso di un azzurro che si vede di rado. Sul tavolo i piatti fumanti di polenta e funghi e un bel pezzo di Castelmagno.“Gianni. Guarda che meraviglia: con una giornata così stare giù al chiuso a fare “La Vous” non è proprio il massimo. Beato te che dalla tua grangia vedi un panorama ancora più bello”. “ non solo di giorno. Ti ricordi quella volta che mi hai accompagnato a casa, era giugno, avevi fatto una cena con i tuoi amici da Bruno e mi avevate invitato. Allora mi avevi detto le stesse cose”.” Sì mi ricordo, sembrava di essere un viaggiatore dello spazio, talmente le stelle erano nitide nel cielo senza luna. Quasi mi vergogno a dirlo, sono cose da giovani studentelli”. ” Mi avevi detto che ero fortunato perché abitavo in un posto così bello, ti voglio dire una cosa, sì lo ammetto, sono molto fortunato perché ho conosciuto delle persone come voi obiettori…. Siete dei grandi.” Non esagerare! Ti abbiamo fatto anche certi scherzetti come la finta telefonata dal ministero per sapere come si comportavano gli obiettori”. “ Mi ricordo bene, mi sembrava un po’ strana, ma ho detto la verità. Queste sono tutte cose passate, anche se sono ormai vecchio a me interessa soltanto che Castelmagno vada avanti”. ” Se ben ricordo, il tuo programma era di trasformare un paese in forte declino in un paese normale: lo hai trasformato in un simbolo, un punto di riferimento, un esempio da imitare. Pensa: tutti gli articoli e le promozioni che hai fatto per Castelmagno, la Dop per il formaggio e tutto il resto. Tutta pubblicità gratis, se il comune avesse dovuto pagarla non sarebbero bastati tutti i bilanci comunali per decine di anni. Tutti ti siamo grati per questo”.”Pochi, pochi, i soliti che fanno tanto per Castelmagno, i soliti che fanno tanto per il piacere di farlo”.
Oggi alla distanza di un anno dalla sua scomparsa mi sento orfano e mi ricordo di aver letto, agli inizi degli anni settanta quando andavo al liceo, non so più su quale rivista patinata che parlava dell’Occitania, a proposito di Castelmagno, “c’è un sindaco un po’ rompiscatole che una ne fa e mille ne pensa”. Niente di più sbagliato.
Gianni non era così.
Mille cose da fare per una sola idea: far vivere Castelmagno.

Daniele De Bortoli


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