Periodico di Notizie Comunali e Culturali del Centro Occitano di Cultura "Detto Dalmastro" Edizione online

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27 APRILE 1944: una giornata terribile

Parole di Nuto Revelli:”27 aprile 1944. Ore sette e trenta: Stefano Bernardi scende a rompicollo dal Tibert, arriva alle grange di Narbona. Non riesce a parlare, è senza fiato. Con le parole ripete finalmente quanto ha già detto con i gesti: i tedeschi sono a Chiappi e Chiotti e salgono verso il Tibert. Allarme!” * E’ l’inizio di un grande rastrellamento composto da centinaia di tedeschi e di russi che prende a tenaglia l’alta valle Grana perché, contemporaneamente, altri 600 salgono dalla valle Maira completando l’accerchiamento per catturare i molti partigiani dislocati sulle alture di Narbona. Sono i partigiani di Ettore Rosa, di Ezio Aceto, di Nuto Revelli, di Dante Livio Bianco e di Giovanni Migliore comandante della IV squadra che opera a Castelmagno con a capo Detto Dalmastro. Gli uomini di Nuto, di Dante Livio Bianco e di suo fratello Alberto si radunano alle pendici del Tibert. Si odono degli spari prolungati venire su da Chiappi e Chiotti. Verso mezzogiorno vengono circondati, resistono per più di 2 ore sotto il tiro incrociato dei mortai e delle mitragliatrici dei nemici senza subire grossi danni. Si nascondono negli anfratti delle rocce. Alle 15 i tedeschi e i russi ridiscendono a valle. La strada è libera, tutto sembra calmo, troppo calmo. Si può tornare nel vallone dell’Arma attraverso il Viridio. Si fa buio, incontrano alcuni gruppi della II banda della valle Stura che ripiegano mestamente. Ancora parole di Nuto:”notizie disastrose. Oggi a Castelmagno i tedeschi e i russi hanno sorpreso il grosso della II banda in fase di trasferimento dalla valle Maira. I partigiani di Ettore Rosa erano nelle case, riposavano. Per miracolo non è caduta tutta la formazione. Molti feriti e 2 morti dei nostri e una quindicina di prigionieri fra cui il tenente Boschiero. Per fortuna, quelli di Ezio Aceto sono scampati al pericolo”.* Il 27 aprile è stato davvero un giorno terribile: sono gravemente feriti e moriranno nella notte Fiorenzino Giordano detto Fiore e Giuseppe Marino, vengono catturati 14 partigiani che saranno fucilati, senza processo, a Borgo San Dalmazzo il 2 maggio lungo il muro perimetrale del cimitero. A onore della cronaca, dobbiamo anche ricordare il nostro concittadino Giuseppe Pessione (Pinela), vittima civile, che trovò la morte in questo  triste accadimento. Chi sono questi partigiani? Le 2 vittime di Castelmagno fanno parte della prima Divisione Alpina Brigata Valle Stura: Fiorenziono Giordano (Fiore) nato a Boves il 26 settembre del 1922 e ivi residente, di professione fabbro.
Giuseppe Marino, nato a Nizza (F) il 29 maggio 1923 e residente a Borgo San Dalmazzo. A questi 2 giovani volontari partigiani di Giustizia e Libertà, il comune di Castelmagno, con delibera n°49 del Consiglio Comunale del 1 agosto 1971 ha deciso di titolare una via a Chiappi, in borgata Saretto. La cerimonia è avvenuta il 28 maggio 1972 alla presenza dei fratelli delle vittime, il sindaco di Boves, Giorgio Barese e del vice sindaco di Borgo S.
Dalmazzo, G.B. Lessan, dirigenti dell’AMPI e di altre Associazioni partigiane, dei combattenti e una grande partecipazione popolare. Commovente e crudo il discorso tenuto allora da Nuto Revelli durante la cerimonia.
Questi i partigiani della I Divisione Alpina Valle Stura Giustizia e Libertà, compagni delle vittime di Castelmagno, catturati il 27 aprile e condannati a morte secondo l’ordine nominativo della fucilazione. A due a  due vengono condotti lungo il muro perimetrale del cimitero con accanto le bare accatastate.
1-2) Lerda Giuseppe, nato a Boves (CN) l’8 luglio 1924, studente. Ferrero Vittorio, nato a Brusasco (TO) il 24 febbraio 1924, residente a San Mauro Torinese.
3-4) Longo Galliano, nato a Loreggia (PD) il 27 luglio 1922, residente a Moncucco T.se (AT) di professione agricoltore. Giordana Lorenzo nato a Borgo San Dalmazzo (CN) il 21 luglio 1921 e ivi residente, di professione tipografo.
5-6) Tuninetti Giovanni, nato a Carmagnola (TO) il 18 novembre 1924, ivi residente, di professione agricoltore. Cavallero Tomaso, nato a Carmagnola (TO) il 26 agosto 1924, ivi residente, di professione fabbro.
7-8) Bobbio Armando, nato a Torino il 27 maggio 1924, ivi residente, di professione studente. Boschiero Riccardo, nato a Ponte di Brenta (PD) il 12 aprile 1912, residente a Vicenza e di professione impiegato.
9-10) Papparella Domenico, nato a Marsico Nuovo (PZ) il 4 agosto 1924, residente a Cuneo, di professione barbiere. Donadio Pietro, nato a Baldissero T.se (TO) il 26 novembre 1924, residente a Torino, di professione manovale.
11-12) Quaranta Michele nato a Carmagnola (TO) il 14 aprile 1923, ivi residente, di professione agricoltore. Gozzo Prospero, nato a Castagnaro (VR) il 10 luglio 1926, residente ad Alessandria, di professione muratore.
13) Berno Erpidio, nato a Genova il 18 luglio 1924, ivi residente, di professione meccanico. **
14) Il fratello di Quaranta Michele, per intervento dell’interprete non venne fucilato, ma fu inviato in un campo di sterminio in Germania dove subì tremende mutilazioni, sopravvisse a quel martirio e una volta liberato, trascorse il resto della sua vita in un ospedale psichiatrico del Piemonte.
Nella provincia di Cuneo, durante la guerra di liberazione, i partigiani combattenti furono circa 12.000. Di questi, 1.905 trovarono la morte: circa 600 caddero in combattimento, 250 a causa delle ferite, più di 500 i fucilati e più di 200 i trucidati, i rimanenti di malattie riportate durante la guerra.
Ricordiamoli.
*Nuto Reveli: La Guerra dei Poveri. Torino Einaudi,1962
**Vite Spezzate. Istituto Storico della Resistenza di Cuneo e Provincia. 2001, l’Artistica Savigliano.


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