Periodico di Notizie Comunali e Culturali del Centro Occitano di Cultura "Detto Dalmastro" Edizione online

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IL RITORNO AL COMUNE GEMELLO  DI QUITTENGO (Biella)
DOPO TANTI ANNI


All'entrata del municipio di Castelmagno, appoggiato al muretto che volge verso”Lou Bial de l'Arbouno” c’è un cippo di sienite (roccia eruttiva a struttura granulare simile al granito,usato per la sua notevole durezza come materiale edilizio di grande valore estetico) scolpito più di trent’anni fa da un provetto scalpellino dell'alta Valle Cervo (Biella), purtroppo scomparso. Tanti curiosi si domandano che significato abbiano quella C e quella Q impresse su di esso: sono il ricordo della stipula del gemellaggio tra Castelmagno e Quittengo. Ebbene, dopo tanto tempo, il 30 aprile scorso ci siamo recati a Quittengo alla ricerca delle persone che allora avevano promosso il gemellaggio…. questo che segue è la sintesi di quella giornata. A volere fortemente questo incontro sono stati Carlo Albertazzi e Gianni De Matteis allora sindaci dei rispettivi comuni. Dopo promesse e continui rinvii oggi è la giornata buona. Ci siamo dati appuntamento con Carlo al centro di Biella. Arriviamo puntuali: “è proprio lui! Non è affatto cambiato!” Sono le parole commosse di Gianni e Silvio Einaudi nel riconoscere un amico. Si riparte subito verso l'alta Valle Cervo. Durante il tragitto Carlo ci racconta dell'economia, della storia e della realtà della sua vallata. Sì, la considera un po’ sua perché ad essa ha dedicato quasi tutta la propria vita come sindaco di Quittengo e assessore alla Comunità Montana. Ci racconta del declino economico del biellese, il tessile è in crisi,l'attività estrattiva della sienite pure, l'agricoltura della valle è quasi scomparsa e si vive perché c’è un po’ di turismo e perché le comunicazioni con il fondo valle sono buone. l'alta Valle Cervo è affascinante: la natura e l'opera millenaria dei “Valit” (così si fanno chiamare i valligiani),si fondono in un ambiente mirabile in gran parte ancora integro. Chi vi abita (parenti stretti della vicina minoranza Walser) conosce bene il significato della parola “Bürsch”, che indica sia la propria casa, sia il proprio territorio: di conseguenza si percepisce subito l'attaccamento che i “Valit” nutrono verso la loro valle da battezzare appunto la “Bürsch” la loro Comunità Montana. La nostra guida, il simpatico, arzillo e affabile Carlo Albertazzi ci espone in modo semplice ed esauriente alcune caratteristiche di questa valle. E’ più corta dell'alta Valle Grana,ma è composta da 5 comuni, Campiglia Cervo, San Paolo Cervo, Quittengo, Rosazza e Piedicavallo. Di questi solo Quittengo si trova nella “Banda Sulìa” (il nostro adrech) mentre gli altri sono nella “Banda vèia” (il nostro ubac) e conta circa una quindicina di frazioni tutte abitate e bene esposte al sole ad un’altitudine di circa 1000 metri. Gli abitanti complessivi residenti tutto l'anno sono 350. Molte le coppie giovani! Carlo ci fa notare le grandi opere di ripristino non ancora concluse a seguito della spaventosa alluvione del 2002 che ha isolato molti centri abitati per molto tempo rendendo la vita dei pendolari e dei residenti molto difficile. Lo stesso municipio di Quittengo fino a poco tempo fa era raggiungibile solo a piedi, attraverso un appezzamento privato confinante! All'ingresso del territorio comunale appare il cartello segnaletico di Quitengo; sotto di esso è ben visibile a caratteri cubitali la scritta “Gemello di Castelmagno”. Ci fermiamo per alcune foto di rito ma dobbiamo affrettarci perché ci aspettano in municipio. Ci accolgono calorosamente l'intera giunta comunale con il sindaco Carlo Penna, il presidente della Pro Loco Gianfranco Norza e il presidente della Comunità Montana Giancarlo Machetti. l'incontro si protrae a lungo perché ci sono molte cose da raccontare e molti doni da scambiare: sono molto apprezzate le nostre pubblicazioni del Centro Occitano “Detto Dalmastro”. Silvio viene invitato a leggere alcuni passi in occitano di “Manzeta”; Gianni illustra il catalogo del nostro museo e lo scrivente racconta a grandi linee la propria esperienza di obiettore attraverso l'illustrazione de “ Rescountrar Castelmagno” di Flavio Menardi. Ma tutti rimangono stupiti quando Gianni presenta la pergamena ufficiale del gemellaggio del 1974 la quale però è ancora priva delle firme dei sindaci di allora. Con un grande e divertito applauso assistiamo alla commozione di Carlo e di Gianni mentre appongono le proprie firme. E’ un susseguirsi incalzante di domande, risposte, curiosità e considerazioni sulle rispettive situazioni economiche e sociali delle due comunità. Da un cassetto della sala consigliare sbucano vecchie e nitide foto dell'allora cerimonia del gemellaggio. Mi colpiscono tra i tanti personaggi ritratti un giovane e pimpante Gianni De Matteis,Silvio Einaudi poco più che un ragazzo, Carlo Albertazzi nel suo vigore e altre autorità presenti allora nel pieno della giovinezza. Posiamo per alcune foto di gruppo sulla soglia di un giardinetto titolato “Campo giochi Castelmagno”: e in corso di risistemazione perchè l'alluvione lo aveva completamente distrutto! Partiamo per una breve visita all'alta Valle Cervo. Lasciamo Quittengo ricco di frazioni ben esposte e ben collegate, non mancano eleganti dimore realizzate grazie alle sudate fortune di una emigrazione di elevato valore professionale. Gli abili scalpellini dell'alta Vale Cervo sono famosi in tutto il mondo come realizzatori di ponti (viadotto Soleri a Cuneo), canali (Suez),dighe (Assuan-Nilo) nel 1870 e chiese. Passiamo per Rosazza: sembra di essere in Svizzera! Questo originale paese alpestre deve la sua notorietà ad un illustre concittadino del 1800: Federico Rosazza che donò al paese numerose opere pubbliche come la splendida chiesa parrocchiale, l'istituto professionale degli scalpellini, il cimitero monumentale, la strada e la galleria per Oropa. La cosa che ci colpisce maggiormente è la Casa Museo nella quale è rappresentata la storia, l'economia, il lavoro e le tradizioni di tutta la valle. Si tratta di una ricca documentazione di oggetti e testimonianze sulla valle con particolare riferimento all'attività estrattiva della sienite,dell'emigrazione, del modo di vivere, della donna valligiana attraverso gli splendidi costumi: tutto questo in dodici ambienti molto ben allestiti e curati; toccante l'ambiente della vecchia cucina ottocentesca tipicamente Walser, il pesante tavolo a ribalta e le pareti rivestite di legno. Merita una visita più approfondita. Piedicavallo è il paese più elevato della valle. Ha un aspetto omogeneo grazie all'uso comune della pietra nelle facciate e nei tetti. Campeggiano una di fronte all'altra le due chiese, quella cattolica  in stile barocco e quella Evangelica Valdese. Da qui partono le antiche e praticabili mulattiere che comunicano con la Val Sesia e con la valle di Gressoney. A Piedicavallo siamo ospiti a pranzo presso una tipica locanda: siamo una bella e variegata tavolata. La convivialità è infatti il momento più propizio per approfondire le nostre conoscenze. Chi racconta le proprie avventure di amministratore, che si ricorda di essere stato in passato a Castelmagno a mangiare da “Mariuccia” orgogliosa delle ravioles e del suo Castelmagno; chi invece chiede chiarimenti sulla musica occitana. Ma tutti prestano grande attenzione quando Gianni ricorda la sua vita dedicata a Castelmagno: consigliere di minoranza, il suo lungo mandato come sindaco, la pubblicità gratuita a favore del paese attraverso i suoi articoli sui giornali, le mille battaglie come quella per ottenere il servizio civile e gli obiettori e il sofferto riconoscimento della Doc e del Dop per il nostro formaggio. La giornata volge al termine: è tempo dei saluti. Ci promettiamo di vederci presto qui a Castelmagno. Indossiamo la maglietta della Pro Loco che ritrae la più celebre fontana di Quittengo. Commossi ci salutiamo. E vero: in una sola giornata abbiamo colmato più di trent’anni di lontananza. Grazie “Valit” di Quittengo.

A Presto!
Daniele De Bortoli


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