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APPELLI
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| Appello
da Campomolino |
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Continua la raccolta per il Banco di Beneficenza 2005 per
ristrutturare il tetto della cappella DellAssunta di
Campomolino. Chi volesse offrire qualcosa può mettersi
in contatto con :
-Franca e Claudio Donadio,tel. 339 7835499;
-Dario e Ezio Donadio, tel.0171-986162;
-Iolanda e Adriano Argelli,tel. 011-306825;
-Vanna e Giorgio Arneodo, tel. 011-3851767.
Il gruppo promotore segnala che con le varie iniziative: banco
di beneficenza, lotteria, offerte e cena sono stati raccolti
nel 2004 4.785,00 €, che sommati alle entrate del 2003,
2.665 €, portano la somma complessiva per il rifacimento
del tetto della cappella dellAssunta a 7.450,00 €.
I fondi sono depositati sullapposito libretto postale.
Un doveroso ringraziamento a tutti coloro che hanno offerto,
donato e collaborato alliniziativa.
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| Appello
per la Cappella di San Sebastiano di Chiappi |
Riceviamo e volentieri aderiamo all'invito del parroco don Guido
Abbà, rivolto ai castelmagnesi di Chiappi e agli emigrati
per salvare la cappella di San Sebastiano, in via Amici di Bologna
dal preoccupante degrado:"Ormai la cappella necessita da
anni di urgenti e grandi riparazioni. Il soffitto è stato
rovinato da infiltrazioni di acqua e anche i muri perimetrali
sono in gran parte deteriorati dall'umidità. Confido
nella vostra sensibilità e generosità". Siamo
sicuri che gli abitanti di Chiappi residenti o emigrati interverranno
a salvare la cappella di San Sebastiano costruita dai loro avi.
I contributi possono essere inviati tramite c.c.p. n.14693121
intestato al Centro Occitano di Cultura "Detto Dalmastro",
specificando la causale "Per la cappella di San Sebastiano".
Non conosciamo ancora l'importo dei lavori più urgenti,
soprattutto
il tetto, che appaiono però ingenti. Tutti assieme gli
abitanti di Chiappi e emigrati possono salvare la loro cappella. |
DEDICO
QUESTA POESIA A TUTTI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO A PAGARE
LA NUOVA CAMPANA DI S. AMBROGIO.
Diamo voce alle campane della chiesa parrocchiale del Colletto
di Castelmagno.
Segno della vita che ancora scorre sulla nostra montagna.
Suono dolce e vigoroso che vuol ricordare a tutti una profonda
verità: la montagna non chiede lelemosina
la sua ricchezza lha sempre regalata
non ha perduto
la sua dignità.
Ascoltiamo con rispetto il loro messaggio
Olga Martino
QUIOQUES,
SOUNÉN BOUDETA
Quioques
que bou la vosta sclenta vous
entourtouré tuchi i nosti sagrin
e i pourté dalùenh ental chel
fadend-i far tanti virabarquin;
quioques que bou es vostes vibrasioun
tramudé i nosti afan chapui e chabal
e i spataré si pra e sus es roches
per tant que nous fasen pus tan mal ,
souné boudeta entes festes groses,
per santAmbros e per es noses,
souné lAve Maria lou sera e lou matin,
baté es oures per arcourdar que lou temp vola fin a
la fin!
Souné per i pichot e per i grand
per aquei que isì àn es reis ben piantà
per la gent que lou destin à pourtà dalùenh
e per aquei que isì lou coeur àn laisà.
Da sempre avé senhà la nosta vita :
lou bonjourn nous avé dounà coura sién
nisù
nous avé barounà a pregar e travaiar per lou
ben de tuchi
nous avé avizà coura lou pericou al es vengù!
Qiouques que se boutié alegres coume de fiet
e seguré laire freit per schaoudalou en paou,
bou la grasia dal voste son dargent
pazié la tourmenta di doulour e tuchi i vent.
La vosta vous sla sima des mountanhes i vai arsounar
sla bruiera, ses fioques, ses viouletes e sus la neou
bianca
e a la fin entes nostes cazes i tourna a sarpaouzar
coume se i fouse stanca,
ma i ven per far bona coumpanhia
an aquei que dapé dal fuec soun groupinhà
e per cunar lou fiet pichot, lou caganì
que dopou aver tetà lou lach al ses arvescoulì.
Quioques, countinué pù pian a coumpanhar lou
viage silensious
de tuchi aquei que isì vòlen tournar,
saluté bou nounda de caresa i daluenh e i dapé
coura lou soulei per lour a se destisaré.
Mies cares quioques
ioù vous escòoutou bou respet e devousioun!
Lou miou coeur ental voste brouns al es foundù;
avén nanima dargent, na vous souleta
quembrasa la valada bou lAve Maria, la pasà
e la boudeta.
Dizén a tuchi que la nosta mountanha i es sempre viva,
que labandoun, la pouvertà làn propi
nen doubià;
i es prounta a spalancar lou coeur a la gent que vol tournar,
i à nen perdù lou siou vigour, la soua dinhità.
Sounén ensem e ripetén a testa aouta
que la nosta mountanha i es nen avara,
la soua riquesa i là sempre regalà,
i es generouza, i chama nen la carità.
Sounén e ripetén bou la boudeta
la nosta ferma counvinsioun :
din don, din don dan
ioù nài nen, nen vi nen,
nen daou tan
tan... tan
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